Una escort dai due volti
Un destino particolare spetta soltanto ad alcune automobili. Nascono paciose berline da famiglia, destinate a un ampio mercato. Poi, strada facendo, vengono realizzate in versioni sempre più cattive e diventano regine delle corse, su strada e in pista. È successo, per esempio, a modelli come la Fiat 131, trasfigurata dall'Abarth, o la Lancia Delta, trasformatasi col tempo nella leggendaria Integrale. È successo anche a una tranquilla media della Ford Europa, la Escort. Pochi, alla sua nascita, avrebbero profetizzato un futuro brillante e una carriera così lunga. La vettura, del resto, non sembrava particolarmente innovativa, con il suo schema motore anteriore-trazione posteriore che la faceva annoverare tra i modelli tradizionali, a differenza di concorrenti come la Fiat 128 che adottavano la formula più avanzata del tutto-avanti (motore e trazione anteriori). E, invece, l'Escort era pronta a stupire: 30 anni di carriera, dal 1968 al 1998, record di vendite per la sua categoria sui mercati europei, conversione alla trazione anteriore nel 1980. E vittorie nelle corse, grazie alle versioni più spinte: in rally prestigiosi come l'Acropoli, l'East African Safari e il Mille Laghi (con tanto di titolo mondiale della specialità), ma anche in maratone massacranti come la Londra-Messico del 1970 (lunga 25.000 chilometri) e in pista, nel Campionato Europeo Turismo. Successi che giovano alla carriera commerciale della Escort rafforzandone l'immagine tanto quanto le versioni stradali più sportive, dalla Mexico degli anni 70 alle più recenti RS e Cosworth. I giovani sognano le versioni a trazione integrale, dotate di vistosissimo alettone posteriore, poi si rassegnano a comprare quelle più normali, magari incattivendole con qualche spoiler e scarico sportivo. È una legge ben conosciuta dagli esperti di marketing...